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mercoledì 14 settembre 2011

Chapter 2: Helping the Next One (2nd Part)

Bear was easy to tear from his jug with the promise of an handsomely rewarded mission.
They went to the temple of Helm once they discovered it was just outside the village.

It was surrounded by a magnificent grove of willows; it was rumored in town that the elves were taking care of it, whithout any reason.
At the edge of the grove, Requiem suddenly stopped: "I can't go any further", uttered with a grimace of disgust towards the green foliage. The warrior did not investigate his reasons and went on alone through the forest. Following a clearly visible path, he came into a clearing where was raising the temple: the octagonal building by round arches that let see on the inside the simple altar whit beautiful sacred hangings. Marble statues were placed on silver pedestals; one in each corner of the structure: they represented angels or people in worship and they seemed placed to protect that sacred place. Bear did not fail to notice that one of the pedestals was empty, breaking the balance of that peaceful and harmonious place. 
But the big man was indifferent to such things and calmly asked the first cleric where he could find the head of that place. 

lunedì 22 agosto 2011

Chapter 2: Helping the Next One (1st Part)

A new awakening. The first thing they noticed was the sky above their heads, a clear sky crossed by some placid cloud. Rising from the ground they found themselves on a plain, interspersed with fields plowed and cultivated as far as the eye could see.
They were just Bear and Requiem; of the third member, Arcanus, there was no sign.
But they didn't care, because they knew each other so few and those wierd stones were their only bond.

lunedì 31 gennaio 2011

A mali estremi, estremi rimedi:

Bear un tantinello adirato con l'attuale d20 diede la colpa, ovviamente, al master di averci lanciato il malocchio sopra. (Io? Ma quando mai!)

Quindi dedideroso di non ripetere i disastrosi risultati del 2° Capitolo comprò un intero set di dadi in cristallo di ghiaccio per uso personale, oltre allo strumento definitivo...

Un gigantesco d20 che quando rotola, tuona! Venne affettuosamente chiamato l'andredado dal suo propietario in suo onore.
Eccolo qui sotto insieme al fratellino minore.
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Bear just a bit angry with the current d20 blamed, of course, the master of the evil cast upon it (Me? But when ever?).
So desirous not to repeat the disastrous results of the 2nd chapter, he bought a full set of dice in ice crystal for personal use, as well as the ultimate tool...

A giant d20 that thunder when it rolls! Affectionately called by his owner: andredie.
Here it is along with his younger brother.


mercoledì 26 gennaio 2011

2°Capitolo: Aiutare il prossimo (2°parte)


Ecco finalmente la seconda parte del capitolo nonostante i ritardi e il grosso drago rosso che mi dà la caccia affermando sia colpa mia la sparizione del suo tesoro. Baggianate.
Godetevi la lettura. E se avete bisogno di fare un regalo ho dei fantastici gioielli a prezzi scontatissimi, ovviamente pagamento in contanti e senza troppe garanzie...
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Fu facile strappare Bear dal suo baccanale con la promessa di una missione lautamente ricompensata.
Scoperto che il santuario di Medo si trovava poco fuori dal villaggio, ci si diressero.

Era circondato da un magnifico boschetto di salici, si diceva in città che spiriti di luce ne curassero crescita, anche se non si sapeva in quale modo fossero stati convinti.
Arrivati al limitare degli alberi, Requiem si bloccò di colpo. "Io non posso andare oltre", proferì con una smorfia di disgusto a causa delle verdeggianti fronde.
Il guerriero non indagò sulle sue ragioni e proseguì da solo, inoltrandosi nel bosco. Seguendo un sentiero facilmente distinguibile, arrivò a una radura, dove si ergeva il santuario a pianta ottagonale. Era formato da archi a tutto sesto che lasciavano vedere all'interno il semplice altare con i drappeggi sacri.
Corrispettivi agli otto angoli si trovavano delle statue su piedistallo, raffiguranti angeli o persone in adorazione e sembravano poste a protezione di quel luogo sacro. Bear notò subito che ne mancava una e la cosa risultava evidente come una stonatura in quel posto di pura armonia.
Ma il grosso uomo era indifferente a simili cose e senza scomporsi chiese al primo chierico che trovò di indicargli il capo del posto.


sabato 8 gennaio 2011

2°Capitolo: Aiutare il prossimo (1°parte)

Un nuovo risveglio. La prima cosa che notarono fu il cielo sopra la loro testa, limpido con qualche placida nuvola che lo attraversava.
Alzandosi da terra scoprirono di trovarsi in una pianura, intervallata da campi arati e coltivati fin dove l'occhio potesse vedere.
Erano solo Bear e Requiem, del terzo membro, Arcanus, non c'era traccia.
Ma di questo si preoccuparono poco, in fondo si conoscevano da poco e nessun legame li teneva uniti se non quelle strane pietre.
S’incamminarono verso quella che sembrava una strada, con passo lento, guardandosi intorno con aria arcigna. Non avevano idea di dove si trovassero e niente nel paesaggio poteva dargli un indizio.
Raggiunta la strada acciottolata, notarono delle tracce di carro che andavano verso ovest e le seguirono. Fu alcune ore dopo, passate sotto il sole inclemente, che raggiunsero il carro di cui stavano seguendo le tracce.
Sembrava fosse uscito di strada finendo in un piccolo fossato laterale. Quattro uomini stavano cercando di issarlo, mentre un quinto, un vecchietto, aizzava il cavallo.
"Salve signori", salutò con aria melliflua Requiem, avvicinandosi, "Sapreste dirci dove ci troviamo e se qui vicino c'è una città?".
Il vecchiotto lo guardò con aria interrogativa, "Siete sulla Costa del Litur, più avanti, a un'oretta di marcia, si trova il villaggio di Oson. Non è certo una città, ma è accogliente e... ".
Requiem era già passato oltre senza degnare di uno sguardo il vecchio ma Bear lo fermò "Aspetta voglio aiutarli".
Il chierico lo guardò con disgusto alzando poi gli occhi al cielo e aspettando.

Bear: Allora, devo fare una prova di forza giusto? 
DM: Sì, comunque non dovrebbe essere difficile vista la tua forza.
Bear: Roll... 1. Merda!
DM: Hai preso un mezzo strappo alla schiena.
Bear: No ci voglio riprovare, Bear non può fallire!
DM: OK, tira.
Bear: Roll... 2...
DM: Ehm... hai preso uno strappo alla schiena. 
Bear: iiIAAHHHeheheehehheheheE!!! (Impazzendo) Tiro fuori la spada e li attaccò.
DM: COSA?!? Ma perché ??
Bear: Perché nessuno deve sapere che sono stato sconfitto da un carretto !!


Fu atroce, all'improvviso il grosso guerriero gridò di rabbia e con due rapidi fendenti uccise le persone più vicine; le altre, prese dal panico, scapparono nei campi.
Il vecchio saltò giù dal carro urlando di terrore e scappando per la strada, Bear tirò fuori la balestra con un gesto sciolto e piantò un quadrello nella schiena del poveretto, che cadde a terra scomposto.

Requiem osservò la scena con distaccato interesse, vide la rabbia sanguinaria scemare dal suo compagno.
"Ti senti meglio adesso?". Bear non rispose e frugò nel carro. Trovò un mantello che poteva essere circa della sua taglia e se lo mise addosso, quindi prese i cadaveri e li mise sopra il carro, poi gli diede fuoco.
Come se niente fosse, si rimisero in marcia, con appresso il cavallo slegato dal carro poco prima.
"Ti chiamerò Renato"
"Scusa Bear, con chi ce l'hai?"
"Con il cavallo, ovviamente"
"Ah... Ovviamente".

Il villaggio di Oson iniziò a prendere forma all'orizzonte. Come aveva detto il povero vecchietto ormai morto, non era per niente grosso, ma pareva accogliente. A ridosso della scogliera, con una modesta palizzata a cingerlo, da alcuni comignoli usciva del fumo.
All'ingresso, degli uomini armati gli chiesero da dove venissero senza troppa convinzione, alla risposta che erano viaggiatori infatti li fecero subito entrare.
Prob era un piccolo villaggio di pescatori ingranditosi da qualche anno a quella parte grazie all'affluenza di avventurieri che transitavano per la Costa del Litur e si fermavano nel villaggio per poi ripartire verso le loro destinazioni.
Si diressero verso l'unica taverna del posto, la Foglia Verde, chiamata così perché costruita intorno ad un’antica quercia che le faceva ombra con la sua folta chioma.
Bear fermò un attimo il compagno, "Aspetta Requiem, non abbiamo denaro".
"Non preoccuparti, mio grosso amico", fece quello dandogli una pacca sulla spalla. Gli fece cenno di aspettare, mentre lui entrava in un negozio.
Un vecchiettino gli venne incontro con un sorriso in faccia, che Requiem ricambiò un attimo prima di lanciargli addosso un mellifluo incantamento di controllo mentale.
"Dammi tutti i tuoi soldi", disse con voce fredda; il malcapitato con gli occhi spalancati e la bocca aperta gli diede i suoi soldi senza esitare.
"Grazie", proferì il chierico mentre ritornava in strada.

Con dei soldi finalmente in tasca, i due andarono alla locanda, trovandola piena di gente. Sedutisi a un tavolo, ordinarono da bere e da mangiare.
Mentre Bear era pienamente concentrato sul cibo, Requiem continuava a guardarsi intorno; diverse creature affollavano la sala, elfi, nani e qualche mezz'orco.
Le pareti della locanda erano spoglie, a parte qualche vecchio trofeo di caccia e una serie di annunci appesi, che andò a leggere incuriosito. Alcuni erano vecchi e sbiaditi, altri parlavano d'ingaggi per battute di caccia o rastrellamento di mostri. Ma una in particolare attirò la sua attenzione, l'annuncio da parte di un locale tempietto dedicato al culto di Medo che denunciava la sparizione di una statua sacra e prometteva una ricompensa a chiunque l'avesse riportata.
Un sorriso malvagio si aprì sulla bocca del devoto a Namened.



Continua...